Verso il centenario di Rocco Scotellaro

In attesa del centenario della nascita di Rocco Scotellaro, sono ancora tante e dolose le dimenticanze intorno a uno dei più grandi poeti del nostro secondo Novecento.

Omissioni e rimozioni intorno alla sua figura scomoda. Scotellaro è stato ucciso più volte, oltre la sua morte prematura. Ma la sua attualità è ancora qui, tutta da riscoprire, tutta da leggere attraverso le sue poesie, i suoi saggi e le sue ricerche meridionaliste.

Contro le manipolazioni, le ideologiche miserie culturali, l’odio di classe nei confronti della sua persona, leggendo il poeta socialista e libertario scopriamo la sua grande forza di difendersi da solo. Come giustamente ha affermato Pancrazio Toscano, negli anni Ottanta sindaco di Tricarico

La sua Tricarico e l’Italia culturale dovevano fare molto di più per preservare il grande patrimonio culturale di Rocco Scotellaro. Ma evidentemente il poeta per molti è più scomodo da morto che da vivo.

Sabato 23 aprile Alias, il supplemento culturale de Il manifesto, ha dedicato due pagine bellissime alla riscoperta di Rocco Scotellaro, in attesa del centenario.

Due articoli splendidi firmati da Michele Fumagallo e da Piergiorgio Ardeni dedicati alla memoria e ai luoghi di Rocco Scotellaro.

Al centro la sua Tricarico che poco ha fatto in questi anni per Scotellaro, che di quella comunità è stato sindaco e cittadino illustre.

«La casa del poeta è chiusa nel centro storico di Tricarico. – scrive Michele Fumagallo – Le strade e le abitazioni della Civita e della Rabatana (quartiere arabo) sono in parte disabitate. Il paese avverte come una ferita profonda l’emarginazione giovanile. Il Comune sta per nominare una nuova direzione del “Centro di documentazione Rocco Scotellaro” ma senza nessuna progettualità forte per il futuro. Né è capace di avviare un dibattito vero sul mancato decollo del centro culturale e letterario che doveva essere il fiore all’occhiello della valle, simbolico quanto altri mai di un nuovo progresso capace di correggere le distorsioni del passato, di immettere Tricarico e la valle al centro del dibattito europeo».

In questi anni mi sono recato spesso a Tricarico, in effetti Rocco Scotellaro è poco presente nelle strade della sua città e mancano i punti di riferimenti culturali e luoghi in cui ritrovare il poeta e il cittadino.

Sarebbe stato doveroso istituire una Fondazione Rocco Scotellaro, prendendo ad esempio lo straordinario lavoro che è stato fatto a Montemurro per Leonardo Sinisgalli.

L’impegno e la poesia di Rocco Scotellaro rappresentano una delle pagine più significative del Novecento.

La poesia genuina e compiuta di Rocco, come la definì Franco Fortini, è un’esperienza epica e di denuncia, la sua voce oggi con il suo pathos storico non può essere ignorata, dimenticata e continuare a essere rimossa. A Rocco Scotellaro, senza se e senza ma, è giunta l’ora di attribuire il posto di rilievo che merita nella cultura italiana.

Partendo prima di tutto dalla sua Tricarico, città per cui il sindaco socialista e il poeta hanno sempre lottato, cercando la sintesi tra il piccolo mondo contadino e il grande mondo moderno.

Tricarico e l’Italia intera devono molto a Rocco Scotellaro. Non dimentichiamo uno di noi, non ignoriamo un figlio della nostra terra.

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Nicola Vacca

Nato a Gioia del Colle nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste.
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